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f+h intralogistica 2/2015 (IT)

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f+h intralogistica 2/2015 (IT)

ICR punta

ICR punta sull’intralogistica di Jungheinrich Quando il produttore di profumi italiano di Milano ICR dovette aggiornare la sua intralogistica portandola allo stato attuale della tecnica, per l’azienda significò anche prendere una decisione che avrebbe influenzato il suo futuro. Con gli specialisti di intralogistica di Jungheinrich, ICR trovò un partner con il quale poter affrontare questo compito, sviluppando insieme il concetto adatto. In questo modo si realizzò una soluzione di sistema la cui caratteristica distintiva era l’equipaggiamento dei carrelli industriali con la tecnica RFID e che a un livello sovraordinato mirava al raggiungimento degli obiettivi strategici di mercato di ICR. Milano, la capitale della moda, è allo stesso tempo anche un centro importante per l’industria dei profumi. A Lodi, non lontano dalla metropoli di Milano, ha la sua sede l’azienda ICR che ormai da più di quarant’anni è specializzata nella produzione di profumi in molte variazioni. Produzione di profumi per passione Le origini del successo dell’azienda odierna ICR – Industrie Cosmetiche Riunite SpA – risalgono al 1940 quando il suo fondatore Vincenzo Martone avviò la produzione di prodotti farmaceutici. Il know-how così acquisito determinò il successivo sviluppo imprenditoriale dell’azienda e permise di ampliare la gamma introducendo prodotti per la cura della pelle. Nel 1975 seguì poi la specializzazione nella produzione di profumi, voluta da Roberto Martone, succeduto al padre Vincenzo. ICR, oggi guidata da Roberto Martone e dalle sue figlie Ambra e Giorgia Martone, da allora è cresciuta fino a diventare uno dei produttori leader di profumi italiani di qualità per gli stilisti di moda italiani. Marchi famosi in tutto il mondo come Asprey, Blumarine, Bulgari, Custo Barcelona, Dsquared2, Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferré, Pomellato, Trussardi, Emanuel Ungaro ... sono solo alcuni dei nomi che nascono dalla casa ICR. Per questi 24 f+h Intralogistica

INTRALOGISTICA marchi ICR si assume tutti i compiti: dallo sviluppo delle formulazioni (in cooperazione con i rappresentanti del relativo marchio), alla produzione nel rispetto dei più alti standard industriali, fino alla distribuzione in tutto il mondo basata su un’intralogistica efficiente. Nel grande stabilimento moderno di ICR a Lodi vengono prodotti ogni anno più di tre milioni di litri di profumo per svariati stilisti di moda. Andando nel dettaglio, la capacità produttiva ammontano a 27.000 litri di bulk e a 250.000 flaconi di profumo confezionati per ogni turno di lavoro. In questo modo si contano circa 85.000.000 di flaconi e flaconcini all’anno riempiti e confezionati per i relativi marchi, quindi imballati e spediti in tutto il mondo, con esattezza in 117 Paesi, per un totale di 100.000 ordini. Per venire a capo nella logistica intraziendale di tali quantità a cui si aggiungono numerosi componenti, dal vaporizzatore al tappo provenienti dal magazzino di Cortemaggiore a 70 chilometri di distanza, e per soddisfare i requisiti che permettono un servizio di consegna affidabile, ICR punta su un’intralogistica funzionante che colleghi tra loro in modo ideale i settori di produzione, magazzinaggio e spedizione. Alla ricerca di un partner per la pianificazione, concezione e realizzazione di questo progetto si è optato per il produttore di carrelli industriali e specialista in intralogistica Jungheinrich. L’azienda è attiva da molti anni sul mercato italiano, dispone di un ampio know-how, sufficiente esperienza derivante da progetti realizzati in Italia e in più era nota a Francesco Gullo (Figura 01, a destra), direttore di Pianificazione e Progettazione logistica di ICR, per progetti portati a termine in settori diversi da quello della produzione di profumi. La situazione di partenza Prima che alla ICR si cominciasse a riflettere sulla nuova concezione dell’intralogistica, nel magazzino di Lodi venivano impiegati una varietà di carrelli industriali di un altro produttore, per esempio per tutti i possibili compiti di trasporto, lo stoccaggio e il prelievo di pallet, nonché come supporto per il commissionamento. Ma il direttore Gullo voleva qualcosa in più. Il suo obbiettivo era una soluzione di logistica che permettesse a ICR di raggiungere una maggiore produttività e efficienza lungo l’intero processo intralogistico: dalla fine della produzione, all’accettazione merci, al magazzino e al commissionamento, nonché all’integrazione di carrelli elevatori equipaggiati con la tecnologia RFID e al loro impiego, fino alla preparazione per la spedizione. In più la tracciabilità senza eccezioni delle spedizioni merci era un aspetto imprescindibile. Gullo: “Inoltre per noi era importante che la logistica desse un contributo sensibile per migliorare la capacità e il servizio di consegne e un impulso decisivo per aumentare la soddisfazione dei clienti, fornendo così la spinta necessaria al conseguimento dell’obbiettivo dell’azienda di una crescita maggiore.” Per Thomas Viola (Figura 01, a sinistra), responsabile sistemi logistici della filiale Jungheinrich, Rosate – Milano, tutto considerato era importante “che con la nostra soluzione di logistica e l’integrazione della tecnologia RFID nei carrelli elevatori, ICR raggiungesse gli obbiettivi che si era prefissata.” 01 Soddisfatti dei risultati della riorganizzazione del magazzino, capo della logistica di ICR Francesco Gullo e Thomas Viola, responsabile sistemi filiale Jungheinrich, Milano Informazioni Jungheinrich Jungheinrich è una delle aziende leader nel mondo nei settori dei carrelli industriali, dello stoccaggio e dell’ingegneria del flusso di materiale. Quale fornitore di servizi e soluzioni per la produzione nel campo dell’intralogistica, l’azienda, con sede principale ad Amburgo, Germania, supporta i suoi clienti con una gamma di prodotti esauriente che comprende carrelli elevatori, sistemi di scaffalatura, servizi e consulenza. Le azioni Jungheinrich sono trattate su tutte le borse valori tedesche. Concezione e struttura della nuova intralogistica Presto fu chiaro che gli obiettivi e i presupposti non erano realistici con la struttura e la tecnica logistica allora a disposizione. E così, in seguito a analisi portate avanti in collaborazione con istituti di logistica delle università italiane, ICR concluse che gli obiettivi posti potevano essere raggiunti nel modo migliore con una riorganizzazione della logistica e l’impiego di carrelli elevatori moderni e di una tecnica innovativa e all’avanguardia come lo è l’RFID. Alla ricerca di un fornitore che potesse vantare il know-how necessario in entrambi i settori, cioè quello dei carrelli industriali e quello della logistica, l’attenzione del produttore di profumi fu attratta da Jungheinrich di Rosate, a meno di 30 chilometri di distanza dallo stabilimento di Lodi. Oltre all’esperienza dell’azienda nella pianificazione e realizzazione di sistemi di logistica e nell’integrazione di carrelli elevatori, per l’evolversi dell’intero progetto la vicinanza dell’azienda alla sede produttiva di ICR di Lodi era di grande aiuto. E così Jungheinrich sviluppò con ICR una soluzione il cui concetto si presenta come segue: i flaconi di profumo finiti provenienti dalla produzione, commissionati e imballati in cartoni, vengono accatastati e provvisti di etichetta con codice a barre e supporto dati RFID (TAG) che viene incollata da un collaboratore sulla pellicola di imballaggio del pallet, prima che questo venga trasportato da un carrello elevatore elettrico EFG per essere caricato su un sistema shuttle. Gli ERE scaricano quanto arriva dalla navetta che è stato caricato mediante EFG. All’inizio della fase di carico lo scanner installato tra le razze del carrello elevatore legge l’etichetta a codice a barre. Nel momento in cui il pallet viene inforcato, il SW mediante il lettore/scrittore RFID confronta f+h Intralogistica 25