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f+h intralogistica 2/2015 (IT)

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f+h intralogistica 2/2015 (IT)

IMPRENDITORIA GLOBALE Meglio salire che scendere! Ora è stata premiata, la cosiddetta “Quarta rivoluzione industriale”. Un’ampia alleanza di governi federali e di associazioni importanti stanno promuovendo il dibattito sul futuro dell’industria. La gonfiatura attuale può sembrare un tantino sorprendente. Perché lamentarsi? L’IT negli ultimi trent’anni si è consolidata dappertutto. Ma cosa c’è di nuovo in questo fenomeno, da meritare di essere chiamato la prossima “rivoluzione industriale”? L’entusiasmo è dovuto al fatto che le velocità di trasferimento e dei processori hanno ormai raggiunto livelli di prestazione tali da renderne utile l’impiego in processi industriali interconnessi. Non molto tempo fa, i robot industriali erano considerati “lupi solitari”, per esempio, nell’esecuzione di punti di saldatura sulle automobili. Oggi i robot sono in grado di comunicare tra loro, automatizzando l’intera catena del valore, senza intervento umano. Ma la produzione non può essere vista come un circuito chiuso. Soprattutto nella cultura industriale della media impresa diffusa in Germania, la produzione non è possibile senza fornitori indipendenti. La Germania ne ha tratto vantaggio, raggiungendo alti livelli di produttività. Per esempio, imprenditori indipendenti, come produttori di sedili o di silenziatori per automobili, agiranno per natura in modo redditizio. È nell’interesse dell’imprenditore stesso ottimizzare la fase di produzione per cui è responsabile. Quindi, se molti singoli centri di profitto vengono raggruppati come perle di una collana, la produzione ottimale non è il risultato di un “strategia a ombrello”. L’interazione fra tutte le parti coinvolte nel sistema viene costantemente riequilibrata. Per tali attori, la nuova strategia comunicativa – finalizzata a convincerli che l’Industry 4.0 sia qualcosa di positivo – sembra strana. Gli imprenditori sanno quello che è il meglio per le loro aziende. Due rischi allo stesso tempo, tutte le parti coinvolte sono consapevoli che ogni cambiamento significa anche rischio. Ma quali sono quelli dell’Industry 4.0? Qui la storia può illuminarci. Konrad Zuse, un Tedesco, ha sviluppato il primissimo computer. Così non possiamo di certo dire che la Germania si sia fatta scappare una tendenza di questa tecnologia rivoluzionaria. Ma chi domina oggi? Apple, Microsoft, Amazon e eBay – tutte aziende statunitensi. Imprenditori all’inizio piccoli e con grande carica innovativa, armati di una buona idea e perseveranza, hanno creato prodotti e aziende che dominano il mondo. E perché? Perché un processo innovativo non può essere imposto “dall’esterno” Dopotutto, le innovazioni “sono semplicemente frutto del caso”. Programmi governativi possono di fatto dare un impulso, ma non dovrebbero sponsorizzare gli imprenditori e innovatori di piccole e medie imprese. Fate incontrare i protagonisti! Il settore IT in particolare è pieno di storie come questa. Chi un tempo dettava la moda ora detta gli standard. E il termine “standard” è una parola chiave del secondo grande rischio. Ognuno di noi conosce le difficoltà derivanti dall’avere a che fare con software diversi, per esempio Microsoft e Apple. Nell’industria una catena di processi altamente interconnessa non può tollerare incongruenze, come invece facciamo quando siamo costretti a usare una presentazione distorta dal punto di vista grafico, semplicemente perché è stata creata con un programma diverso da quello installato sul computer usato per la presentazione. Cooperazione ha bisogno di standardizzazione. La standardizzazione ha già raggiunto un livello di ottimizzazione tale da permettere che apparecchi identici siamo installati presso diversi produttori di automobili e in modelli diversi. Le odierne catene di processi automatizzate sono però ancora lontane dall’essere standard. Chi può rimproverare alle piccole e medie imprese la loro riluttanza, finché non si afferma uno standard industriale? Per il momento per molti fornitori è troppo rischioso concentrarsi su standard per un cliente specifico, mentre un altro ne richiede altri. Proprio questa è la ragione per la quale le piccole e medie imprese in particolare esitano e rimangono ai margini. Industry 4.0 punta a risolvere questo gioco di equilibri. Le grandi aziende devono fidarsi delle piccole e medie imprese e del loro ruolo guida. Non è importante che si tratti di grandi o piccoli protagonisti, tutti devono condividere le stesse fondamenta. Piccole e medie imprese non ne devono essere infastidite. L’ente per lo sviluppo economico hannoverimpuls è consapevole del suo ruolo di mediatore e accetta attivamente i doveri che ne derivano. Con la sua vasta rete, non solo nella regione ma anche a livello internazionale, fa incontrare protagonisti importanti prestando attenzione che la libertà creativa venga rispettata. Fotografi: teaser fotolia www.hannoverimpuls.com Dr. Christian Brömer, hannoverimpuls GmbH 42 f+h Intralogistica

Novità sui prodotti Più efficienza dei comandi per carrelli elevatori grazie a localizzazione in tempo reale inconsoRLS (Realtime Location System), il sistema di localizzazione in tempo reale dell’azienda di software e consulenza Inconso, rileva in tempo reale dove si trovano i carrelli elevatori, cosicché possa essere impiegato sempre il carrello elevatore a forche con la posizione migliore rispetto al percorso ottimale. Inoltre, il sistema rende superflua una scansione manuale dei pallet e così permette un ulteriore risparmio di tempo. In impianti all’aperto, le posizioni dei carrelli elevatori vengono calcolate con l’ausilio di GPS; in capannoni il software analizza dati immagine dell’ambiente in tempo reale. La soluzione può essere introdotta velocemente, senza dover tenere in conto lunghi tempi di fermo. Oltre all’implementazione degli add-on di Inconso in un sistema per la gestione del magazzino WMS esistente, basta montare apparecchi periferici sui carrelli elevatori e marcature all’interno del capannone. Nella situazione ideale in magazzini con strutture a blocchi, inconsoRLS funziona come soluzione di localizzazione per l’ottimizzazione della manipolazione di pallet interi. Alla base è una pianta tridimensionale del magazzino, sulla quale possono essere letti i dati delle postazioni di magazzino messi a disposizione dal sistema per la gestione del magazzino e che riporta un sistema di coordinate con posizione e dimensioni di ogni pallet. www.inconso.de Kalmar introduce un nuovo membro della famiglia di reach stacker Gloria Kalmar, parte di Cargotec, ha annunciato il lancio del suo nuovo reach stacker Gloria, progettato specificatamente per la manipolazione di container vuoti o a mezzo carico. Come ultimo arrivato della gamma di reach stacker di successo Gloria di Kalmar, il DRG100 è in grado di manipolare tutti i tipi di container, flat rack e carichi singoli di fino a 10 tonnellate. Container vuoti ora possono essere trasportati per tutta la larghezza operativa, ruotati di 45° o di 90° in lunghezza, rendendo possibile la consegna “finale” passando per porte di officine basse, magazzini portuali e altri spazi angusti. L’operatore può scegliere tra tre modalità di guida (ECO Drive Modes), adeguando in modo efficiente la prestazione della macchina al tipo di applicazione e contribuendo così a un consumo di carburante ridotto di fino al 20%. Il DRG100 viene anche consegnato completamente equipaggiato di elettronica e di un display a colori informativo di Kalmar facile da usare, con interfaccia intuitiva uomo-macchina. Una tecnologia di bus CAN distribuita e ridondante sorveglia costantemente la macchina, la trasmissione, il sistema idraulico e le funzioni di spreader, fornendo all’operatore dati in tempo reale per massimizzare l’uptime. www.kalmarglobal.com Risparmiate con il sistema di frizione e frenatura di sys-T-matic Sistemi di trasportatori a rulli lavorano in modo tanto efficiente quanto lo consente il rullo di frizione e frenatura. L’azienda sys-T-matic con la sua costruzione del sistema di frizione e frenatura ha aumentato il tempo di riposo rispetto ai sistemi convenzionali. Sistemi di rulli convenzionali chiusi sopportano tra 1,5 e due milioni di cicli di inserzione, per il prodotto di proprio sviluppo il produttore parla di almeno sei milioni di cicli di inserzione. Tramite un adattatore l’unità può essere inserita anche in impianti già esistenti. Il tempo necessario alla trasformazione è di all’incirca dieci minuti. In seguito a test su larga scala, dal 2011 un fornitore di servizi per la posta quale primo grande utente equipaggia a posteriori un po’ per volta un centro di distribuzione con migliaia di questi sistemi di frizione e frenatura. Fattore decisivo è l’affidabilità delle unità. www.sys-t-matic.de f+h Intralogistica 43